Archivio per Gennaio, 2006

Blogsfera

Lunedì, 30 Gennaio 2006

Il fenomeno dei Blog ha già cambiato e sta cambiando radicalmente il modo di fare e fruire internet. Questa evoluzione in realtà sta cambiando fortemente anche gli stessi modelli di business fino ad oggi applicati on-line e avrà probabilmente come già sta avendo ripercussioni sulla stessa società ed il modo in cui questa condivide, critica e forma le sue opinioni.

Facciamo un passo indietro. Prima di tutto va considerato il fatto che i Blog sono stati il mezzo trainante con cui una serie di innovazioni o se vogliamo intuizioni tecnologiche si sono diffuse sulla rete. Queste tecnologie sono oggi sempre più utilizzate anche in altri ambiti per la diffusione del contenuto e per la definizione dello stesso. Esempi come Wikipedia, FlickR ne sono l’esempio più lampante. La stessa Repubblica.it che nulla ha a che fare con un blog utilizza il sistema di Feed legato alla pubblicazione di nuovi articoli.

Il concetto alla base dei blog è molto semplice quanto efficace ma per comprenderlo dobbiamo capire a grandi linee quali siano state le caratteristiche che lo hanno reso tale.

Il primo elemento che ha reso questo sistema differente dai precedenti è la possibilità di utilizzare una tecnologia chiamata RSS (e sue evoluzioni). L’RSS o Feed sono nei fatti la più grande innovazione avvenuta sul Web negli ultimi anni.

Il feed modifica la pubblicazione di un contenuto su internet rendendo quest’ultimo “attivo”. L’informazione pubblicata infatti è “annunciata” e resa disponibile a chi ne ha fatto richiesta. Va aggiunto che la fruizione dei feed non è legata solo al browser, ma è possibile ricevere l’informazione da qualunque altro mezzo, incluse applicazioni desktop, mobile device ecc. ecc.

A questo primo livello, dobbiamo aggiungere una serie di altre funzioni tecnologiche che hanno ulteriormente potenziato questo sistema. Il primo di questi aspetti è una tecnica chiamata Permalink. Il permalink fa si che un’informazione pubblicata su web sia sempre e comunque associata ad un indirizzo permanente e quindi raggiungibile e linkabile nel tempo (questo se il sito che lo ospita rimane in vita, si intende). Per capirci, il link è relativo ad una specifica informazione, non più ad una pagina del sito Web. Il permalink permette quindi di fare riferimento ad un deterinato contenuto e/o relative discussioni senza che questo svanisca a causa dei successivi aggiornamenti del sito che lo opsita.

Il secondo aspetto è legato ad un sistema definito Trackback dove un Blog “A” può informare un Blog “B” e relativi lettori che un determinato argomento postato da quest’ultimo ha generato un nuovo post ed una relativa discussione sul blog “A”. Creando in questo modo una “hyper-connessione” tra le discussioni e relativo approfondimento sul contenuto stesso che si propaga nella rete.

Il terzo aspetto è la possibilità di associare ad ogni contenuto dei metatag che rendono possibile non solo la classificazione di contenuti testuali ma di qualunque altro elemento, come foto, video, musiche ecc. ecc. Questo tipo di classificazione rende una macchina in grado di comprendere il significato di un contenuto e di trattare quest’ultimo come tale. Web semantico.

Con l’ausilio di servizi definiti “aggregatori“, questo sistema viene ulteriormente potenziato permettendo una selezione di informazioni per l’appunto aggregate per affinità, solitamente attraverso il sistema dei metatag sopra descritto. Alcuni esempi di questi servizi sono Technorati o BlogItalia.

L’idea di base in ogni caso è che non esiste più alcun filtro alla fonte, le informazioni vengono aggregate automaticamente e la loro diffusione è tanto più amplificata quanto più la comunità trova interessante l’argomento. Nessuna redazione si occupa di selezionare quale articolo o quale sito va “portato” all’attenzione degli utenti. Lo scambio di informazioni è quindi totale, non filtrato, aggregato per affinitià, non centralizzato e cosa più importante, creato e completato dagli utenti stessi.

Preso per buono quanto descritto sopra ci possiamo rendere conto del come questo fenomeno stia radicalmente cambiando le cose in rete, riportandola in realtà alla sua idea originale è più pura.

Dan Gillmor definisce questa nuova fase molto chiaramente nel suo libro “We, The Media”. Una fase in cui è l’audience stessa e non più un limitato gruppo di persone a definire cosa è importante.

Ci troviamo davanti ad una radicale trasformazione che mette nei fatti da parte il sistema dei grandi Network Media Centralizzati, detenuti da un’unica entità (parlando di web), per tornare ad una forma decentralizzata dell’informazione e tutto quello che ne consegue. Il contenuto non è più detenuto da un individuo identificabile ma cresce e si evolve nella rete grazie all’aggregazione e al contributo degli stessi utenti che la utilizzano.

E’ probabile quindi che i nuovi modelli di business in questo settore, non punteranno più solo sull’accentramento e la diffusione del contenuti (ex. portali) ma si dedicheranno allo sviluppo di servizi che siano visti come utili o di aiuto dalla comunità che crea e diffonde il contenuto. Esempi di successo come FlickR o FeedBurner ne sono conferme lampanti.

Apple and Intel

Mercoledì, 25 Gennaio 2006

Intel Core Duo LogoIn questi giorni, dopo l’annuncio dell’uscita dei nuovi Mac basati su processori Intel, si fa un gran parlare di quali saranno i possibili futuri scenari nel momento in cui si renderà possibile installare Windows su hardware Apple.

Sia Microsoft che Apple hanno già annunciato che per quanto non “aiuteranno” gli utenti in questa operazione, non faranno nemmeno niente per impedire che ciò accada.

Non mi dilungo in questo post sui dettagli Hardware e relative caratteristiche ma invece mi soffermo sugli utilizzatori di questi ultimi, gli umani, anche definiti nella società del consumo Target. Saranno infatti le loro necessità e le loro conseguenti scelte di acquisto a fare la differenza.

Senza avere la presunzione di fare un’analisi scientifica della cosa, esistono comunque una serie di diversi segmenti che ci propongono a loro volta diversi scenari facilmente identificabili:

I Windows Geek
Questi sono caratterizzati dai cosiddetti “smanettoni”, utenti esperti che sono abituati a configurare le loro macchine pezzo per pezzo, scegliendo di volta in volta il miglior insieme di componenti Hardware che più si addicono alle loro necessità. In questa fascia ricadono sia utenti professionali come utilizzatori di software 3D, video e sound editing che, al loro opposto, gli hard gamers. Entrambi assetati di prestazioni che difficilmente un computer pre assemblato può soddisfare e comunque non agli stessi prezzi competitivi. Sono i malati dell’Overclocking, case trasparenti illuminati al neon e raffreddamento a liquido.

Questa categoria difficilmente sceglierà di far partire Windows su Hardware Mac viste le caratteristiche di cui sopra.

Da notare che solitamente questo gruppo di utenti è anche quello che nelle discussioni fuori e dentro la rete fa più rumore e di conseguenza opinione. Elemento da non sottovalutare.

L’utente medio
Parlo di quelli che utilizzano Windows per gli affari domestici, mail, caht, condivisione dei file, web browsing ecc. ecc. e si concedono qualche partitella al videogame preferito senza troppe pretese. Hanno altre cose da fare nella vita che smontare e rimontare computer o giocarsi lo stipendio per avere un case in Titanio con tastiera retroilluminata per far ingelosire il vicino di casa.

In questa fascia rientrano anche tutta una serie di professionisti che utilizzano il computer per lavoro ma non hanno bisogno di prestazioni esagerate ne saprebbero lontanamente capire cosa siano tutte quelle sigle come AMD, OPTERON, BUS a 800 Mhz, ULTRA RAID, Overclocking AI ecc. ecc.

Questo è nei fatti il target che fa meno “rumore” ma è anche il più numeroso. È un segmento che potrebbe essere seriamente interessato ad acquistare un Mac INTEL per farci partire entrambi i sistemi. Non ha niente da perdere, semmai poi ne butta via uno. E comunque si sarà levato uno sfizio che sotto sotto vorrebbe togliersi da anni, prave questo benedetto sistema Apple. L’iPod ce l’ha già.

È il target di tutte quelle persone che hanno sempre sentito parlare di Mac, della sua facilità di utilizzo, del suo sistema avanzato, del “ma dai! ma veramente non avete i virus?”, ma che per ovvie ragioni non se l’è mai sentita di cambiare abito. Troppo rischioso, troppa fatica, troppo costoso.

Sviluppatori
Che dire? Se fossi uno sviluppatore e potessi avere un unico hardware che “macina” OSX, Windows, Linux e derivati non ci penserei sopra due volte. Secondo me questo è un segmento che sarà fortemente invogliato ad acquistare un Mac INTEL e se poi non c’è l’ultima scheda grafica e il processore avrà 0,5 Mhz in meno questo non farà la differenza.

OSX per altro essendo un sistema basato su UNIX ma con un IDE di tutto rispetto, è già oggi una piattaforma che ha accresciuto il suo fascino in questo segmento senza l’ausilio di INTEL.

Per finire
Se congelassimo l’attuale evoluzione dei due sistemi Windows e OSX per i prossimi 5 anni, probabilmente non ci sarebbe storia. Una massa enorme di utenti passerebbe nel giro di poco tempo non solo su Hardware Mac, ma ad OSX Tiger. Questo ovviamente lo dico da uno che pensa che OSX sia mediamente 10 anni avanti a Windows XP, giudizio ovviamente del tutto soggettivo e opinabile, anche se potrei argomentare a riguardo.

In realtà ci troviamo molto vicini all’uscita del nuovo Windows VISTA, OSX non è un sistema del tutto completo e l’evoluzione di internet (Web 2.0), mobile device, digital entertainment, wireless e tecnologie correlate stanno mutando velocemente il mercato e la relativa domanda. Le scelte che le “grandi” dell’informatica faranno da qui in poi saranno probabilmente decisive per la loro sopravvivenza. Quello che oggi ci sembra un sistema completo e rispondente alle nostre esigenze, potrebbe apparirci ridicolo tra qualche anno se non tra qualche mese.

La partita quindi è aperta e tutta da giocare. Il gioco forse da adesso in poi sarà meno “truccato”. I due sistemi si confrontano a parità di Hardware e sono utilizzabili sulla stessa macchina.

Per noi, Target di utilizzatori finali, bè… che vinca il migliore, quello vero questa volta. Ne avremo solo da guadagnare.

The London Police

Venerdì, 20 Gennaio 2006

TLP

Se vi ritroverete a girare per una delle principali capitali d’Europa (e non solo), vi capiterà prima o poi di incontrare in qualche angolo improbabile TLP.

Ho collezionato una buona serie di foto di questo Urban Artist, e oggi sono stato invitato in un gruppo su FlickR.com che colleziona immagini di TLP. La potenza dello sharing è incredibile, ho postato alcune foto appena 2 giorni fa e immediatamente ho suscitato l’attenzione di persone che condividono il mio stesso interesse per questo personaggio metropolitano.

Ho scoperto così che TLP è l’abbreviazione di “The London Police“, personaggio nato originariamente da 3 artisti ma attualmente riprodotto da uno solo di loro, un certo Chaz di Amsterdam.

Chaz ha disegnato TLP in quasi tutte le principali città del mondo, ed è stato invitato come relatore all’evento “Pictoplasma Art Exhibit” in Germania. Pictoplasma ha decretato quanto segue a propostito di TLP, “Ha creato un carattere semplice, stilizzato, basato su linee marcate e una gamma di colori ridotta al minimo, The London Police ha portato l’Urban Art ad un nuovo stadio di evoluzione rispetto al Graffiti Tagging originale inserendo in quest’ultimo un livello di sintesi asociabile al design proprio dei logotipi”.

Se vi capiterà di incontrare TLP in qualche periferia urbana non vi sarà difficile riconoscerlo, né concedergli un sorriso.

Informazione e Comunicazione

Giovedì, 19 Gennaio 2006

Sembra incredibile ma spesso le cose più semplici sono anche quelle che sfuggono più facilmente alla nostra comprensione. Chi come me si occupa di comunicazione, soprattutto visiva, si trova di sovente a dover risolvere il difficile compito di spiegare quanto sia importante comunicare utilizzando i giusti linguaggi ma soprattuto quanto sia importante saper comunicare.
Spesso si scambia infatti l’informazione per comunicazione, pensando che la prima basti ad ottenere di per se i risultati della seconda.

Arrivo subito al punto.

Qualche anno fa a Roma ho avuto il piacere di assistere ai “Cannes Prediction”, evento organizzato dalla Leo Burnett che anticipa i più conosciuti “Cannes Lions Awards” per la Pubblicità. Durante l’introduzione, il direttore dell’omonima agenzia di advertising, ha presentato una semplice quanto efficace sequenza di slide per spiegare quale fosse la sottile differenza tra Informare e Comunicare, nel caso specifico ovviamente si parlava di comunicazione visiva.

Oggi ho deciso di riprodurre quel semplice gioco (leggermente riadattato al media) e postarlo sul Blog sotto forma di banner. In realtà per essere realmente efficace dovrebbe essere condito con un minimo di interattività, ma anche così credo possa far arrivare il messaggio:

Comnicazione e Informazione

Assicuratevi di guardarlo tutto, dalla prima all’ultima slide…

Adobe, formerly Macromedia

Mercoledì, 18 Gennaio 2006

Premetto che l’acquisizione di Macromedia da Parte della Adobe per me è stata una doccia fredda.

Il primo effetto visibile a tutti è stato il cambiamento secco del sito Macromedia, da toni grigio bluastri al bianco asettico di Adobe. Un banner fisso in home page tutt’ora presente nei siti delle relative società, che chiarisce a grandi linee la nuova forma di Adobe, che in termini semplici equivale alla somma di tutto ciò che faceva prima Adobe + Macromedia. Una strategia di comunicazione che definirei “grezza” ma efficace, ll messaggio è chiaro “Macromedia non è più Macromedia. Punto”. Almeno questo è quello che ho percepito.

La prima novità
La prima novità dopo questa fase è stata il rilascio di Adobe Lightroom che è nei fatti il concorrente diretto di Apeture della Apple. Scavando più a fondo si scopre che Lightroom esce dritto dritto dai Macromedia Labs e che quindi la Macromedia stava sviluppando questo pacchetto da tempo. I complimenti alla Adobe.
Non mi dilungo sulle caratteristiche di Lightroom che per quel che ho potuto vedere e provare non raggiunge la qualità dell’interfaccia di Aperture, mentre rispetto a quest’ultimo ha diverse funzioni avanzate per quel che riguarda la manipolazione dei livelli di immagine. Ovviamente parliamo ancora di una Beta.

Una strategia venuta da lontano
Solo per la cronaca ricordo che Macromedia Attualmente detiene l’unico (o quello che è stato l’unico) concorrente diretto di Illustrator, Free Hand. Arrivato alla versione MX e mai aggiornato rispetto agli altri prodotti della famiglia come gli MX 2004 ed il recente Studio 8.

La storia di Free Hand in realtà è molto più intricata e complessa e viene da lontano. Free Hand viene creato da Altsys e licenziato alla Aldus, quest’ultima dopo aver fatto la fortuna del software in questione viene acquisita sul più bello dalla Adobe. Per via dell’evidente anomalia venutasi a creare, la Adobe è costretta a sua volta a rivendere la licenza del software ad Altsys. A questo punto Altsys viene acquisita da Macromedia che oggi è parte di Adobe. Non la potevano fare più semplice!

Tutto questo per dire che Adobe a questo punto ha nei fatti tolto dal mercato l’unico software concorrente di Illustrator, che in ogni caso non brillava più da tempo. Il tutto è casuale ovviamente.

Se a tutto questo aggiungete il fatto che le due società erano in diretta concorrenza con Fireworks vs ImageReady e Dreamwaver vs Go Live, facciamo un bell’applauso alla Adobe, ha tolto dal mercato un bel pò di concorrenti (tutti) con un solo colpo.

Il futuro?
Adobe Photoshop non si tocca questo è ovvio, l’integrazione tra Adobe Image Ready e Fireworks potrebbe portare a risultati interessanti, il primo troppo Photoshop mentre il secondo troppo poco. Non conosco nei dettagli Adobe Go Live, ma non lo sostituirei mai a Dreamweaver e credo che il mercato confermi la mia scelta, almeno fino ad oggi.
Flash non si tocca, almeno non nell’immediato. Vedremo sicuramente una maggior integrazione tra i pacchetti Adobe e quelli Macromedia o cio’ che ne rimarrà e questo è positivo. Proprio su questo punto, l’appena rilasciato Adobe After Effect 7 esporta direttamente in formato video FLV di Flash.

La mia personalissima opinione a riguardo di tutto questo è che l’assenza di concorrenza non porta mai buoni risultati. Spero di sbagliarmi.

The End
Per finire, Il monopolio Adobe è a questo punto totale, a meno che non si vogliano considerare concorrenti Gimp e Corel Draw. Se poi anche fosse… una bella acquisizione e via…

Blog ufficialmente on-line

Domenica, 15 Gennaio 2006

Finalmente ho terminato quella che giudico una buona base per partire con il Blog!!!

Ho intenzione di pubblicare qualche Post già nelle prossime ore. Ho inoltre deciso di lasciare i messaggi riguardanti la fase di realizzazione di questo Blog, fanno anche questi parte della sua/mia storia.

Che altro dire? La prima impressione è che sapere che da adesso tutto quello che scrivo può ipoteticamente essere letto on-line mi rende un tantino ingessato, mi aguro sia solo un effetto della prima fase.

Ho inoltre già pubblicato una prima Foto Gallery, dove ho raccolto delle immagini scattate a Berlino nell’agosto del 2002 riguardanti una serie di Stencil, Murales e Posters sparsi per tutta la città, soprattutto nella zona Est. Questo è un fenomeno ormai diffuso in quasi tutte le città europee ed in piccolissima parte anche a Roma. Durante i mei viaggi continuo a collezionare immagini come queste che considero vere e proprie opere d’arte urbane. Altre gallerie a breve.

Per ora faccio seguire il testo che è poi contenuto nell’About di questo blog, che nei fatti è una mia/sua presentazione.

Con una certa emozione,
Stid.

Il Blog
Questo Blog non ha un taglio predefinito, alla sua base c’è la creatività associata ad ogni cosa, la voglia di fotografare le mie esperienze e di condividerle con chi le troverà interessanti. Gli stimoli creativi che utilizzo nel mio lavoro e nella mia vita privata sono infatti la risultante di molte cose, viaggi, idee, condivisione di opinioni, musica, internet, tecnologia ecc. ecc.
Mi piaceva anche l’idea di toccare con mano le nuove possibilità offerte dall’evoluzione del Web (Web 2.0). Un grazie va a Tommaso Tessarolo che mi ha stimolato e dato preziose informazioni a riguardo. Provo in generale un’attrazione “malata” per tutto cio’ che riguarda l’evoluzione tecnologia e le sue implicazioni nella nostra società.
Mi sono posto rispetto alla realizzazione di questo Blog con un approccio Zen, ne curo i particolari in modo maniacale.

Alias “Stid”
Utilizzo questo soprannome dall’età di 10 anni. Anche mia madre mi chiama ormai cosi’ (non so se è cosa buona), il termine è stato coniato da non ricordo più chi per non ricordo più quale ragione, credo sia un’abbreviazione di Stefano, pronunciato all’americana (Steve) riadattato in modo meno banale (Stid).
A questo alias sono particolarmente affezionato, prima di tutto è terribilmente utile, si ricorda facilmente e non è affatto diffuso, inoltre l’ho utilizzato per anni in tutte le mie piccole malefatte informatiche, a 13 anni mi dilettavo a crakkare software, non a scopo di lucro si intende. Il 90% dei miei amici ormai mi chiama cosi’, forse qualcuno di questi ultimi ha anche dimenticato il mio vero nome.


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