Colorfull Web 2.0
Tanto per variare su un argomento meno pesante di quelli trattati negli ultimi post, oggi mi soffermo su un aspetto del Web 2.0 che non ha a che fare con script, rails, ruby, CSS e simili. Il colore.
La generazione di designer che hanno il compito di vestire applicazioni web 2.0 sta scoprendo che esistono ben altre cromie che trasferiscono ben altre emozioni e soprattutto differenziano le nuove applicazioni 2.0 dalle precedenti, queste ultime infatti erano spesso basate esclusivamente su alcune gamme della web safe palette.
In questa nuova fase, la scelta ricade spesso su colori accesi, vitali, felici, ad alto contrasto. Vengono inoltre utilizzati spesso i pattern che in questo caso servono più come espediente grafico che non come una soluzione alla mancanza di colori di base. Il tutto sempre sotto il segno della legibilità.
Ovviamente l’uso spinto o meno di colori forti è dettato dalla complessità dell’interfaccia che si vuole vestire. Più l’applicazione è semplice, immediata, priva di troppe funzioni ed in linea con la filosofia 2.0, più diventa possibile utilizzare “blocchi” di colori forti, che servono in questo caso sia a dare uno stile riconoscibile che a rendere immediata l’identificazione dei diversi elementi che compongono l’applicazione. L’utilizzo di queste cromie legato ad altri espedienti grafici come i caratteri in dimensioni più grandi della media e un utilizzo maggiore degli spazi vuoti, fa si che il tutto venga percepito come più amichevole, semplice, divertente… “Lo può usare anche un bambino”.
Esistono oggi agenzie che si stanno specializzando in questo tipo di filosofia del colore come firewheeldesign, che di questo fa un vero e proprio valore del suo brand, mentre basta farsi un giro per siti e Web App 2.0 di spicco come flickR, blinksale, 30secondrule, 37signal, script.aculo.us, odeo e molti altri ancora per rendersi conto dell’uso che molti stanno facendo di queste gamme cromatiche.
Detto questo, di seguito ho tentato di riassumere questa gamma di colori in una palette.
In realtà, non è la base dei colori a fare la differenza ma il modo “intelligente” con cui questi vengono applicati. Se avete voglia di guardarvi qualche esempio, fate un salto su netcocktail.com dove vengono presentati alcuni casi molto interessanti.

Mercoledì, 3 Maggio 2006 at 10:05 am
interessante questo articolo, a quando i prossimi???