User Generated Branding - Il rovescio della medaglia
Martedì, 16 Gennaio 2007
Nel mio precedente post ho parlato di User Generated Branding analizzando il fenomeno iPhone e le sue caratteristiche di lancio.
Ma esiste un rovescio della medaglia per questo tipo di operazioni (+ o - guidate che siano). Una volta lanciato il sasso, avendo dato le giuste informazioni, si puo’ ottenere un effetto positivo ma prima o poi, all’uscita del prodotto, gli stessi che hanno contribuito al lancio ne verificheranno le caratteristiche reali. Ogni mossa del brand, ogni passo falso, ogni azione non gradita verrà con tutta probabilità commentata con la stessa forza con la quale è stata lanciata. Per altro non è detto che i competitor stiano a guardare, come descritto su Wikipedia per il Social Media Marketing:
While many would use SMM to boost their own company brand or ideas, due to the open nature of many social sites, it can also be used to create and promote a negative point of view.
La formazione di un’opinione su web allo stato attuale (in piena filosofia social networking), puo’ essere stimolata ma non controllata. Il long tail di questo fenomeno non si controlla.
Per arrivare al punto, cosi’ come un brand puo’ aver giovato di questo fenomeno in termini positivi, potrebbe, se poi la sua promessa non è confermata, subire un effetto negativo in egual misura.
Le critiche all’iPhone già ci sono e l’attenzione rimarrà alta fino alla sua uscita sul mercato reale. Se il prodotto vale, se la target-sfera sarà ascoltata, non ci saranno grossi problemi. Se il prodotto non vale, tutto lo sforzo fatto per lanciarlo e attribuirgli valori e hype di ogni tipo sarà stato vano, anzi… proprio avendo sfruttato le dinamiche di “questo web” risulterà controproducente e fondamentalmente distruttivo.
Ci sono stati diversi casi quest’anno di brand che hanno utilizzato male i fenomeni virali e loro surrogati. Attenzione, non dico che il fenomeno iPhone debba finire male, continuo a prenderlo come esempio perche’ lo ritengo uno dei più eclatanti e per il momento positivi. Ma è certo che i brand che vogliono operare in queste dinamiche dovranno con tutta probabilità tenere ben a mente tutto questo.

