Microsoft adCenter Labs

Venerdì, 26 Gennaio 2007

Adlab Navigation

Microsoft sta sperimentando (e forse qualcosa di più) nell’ambito Advertising e Nuovi Media. Su Microsoft adCenter Labs è possibile vedere alcune delle loro soluzioni già proposte sotto forma di Demo.

Il progetto attualmente in fase embrionale coinvolge oltre 100 ricercatori, analisti e sviluppatori, come dichiarato nel loro About us:

Staying one step ahead of customer needs through innovative digital advertising technologies is the mission of adCenter Labs, where state-of-the-art-research, breakthrough innovation, rapid prototyping, and large-scale system integration provide customers with progressive, cutting edge marketing strategies.

With over 100 researchers, analysts and developers, our team cultivates exciting technologies in the areas of paid search, behavior targeting, contextual advertising, social network analysis, and image/video mining.

The eventual goal of our work is to help advertisers deliver more relevant and interesting advertising to our customers, at the same time demonstrating Microsoft’s expertise and innovation in the area, and our dedication to being the leader in improving and changing the online advertising industry.

Obiettivamente interessanti alcune delle demo messe online, che spaziano da strumenti di statistica, misurazione e segmentazione ad esempi di contextual video advertising e taggatura semantica.

Ne cito solo alcune:

Video Hyperlink
Un sistema di hyperlink che segue oggetti od attori sul video e permette l’approfondimento sui prodotti da questi indossati o utilizzati.

Demographics Prediction
Fornita una URL o una serie di parole chiave ci viene fornita una stima dell’orientamento di queste ultime per segmentazione di età e sesso.

Detecting Online Commercial Intention
Uno strumento che identifica la probabilità che il contenuto trattato in una url o una query di ricerca siano indirizzati ad una ricerca o contenuto di tipo commerciale.

Keyword Forecast
Misurare e confrontare i trend di ricerca per parole chiave (nulla di nuovo), inclusa segmentazione per sesso ed età (molto più interessante).

Search Funnel
Capire in che sequenza gli utenti utilizzano le parole chiave durante le loro ricerche. Ad esempio, quante persone hanno cercato la parola BMW e poi Merces Benz, Audi ecc. ecc.
In questa demo sono già contenute 4.3 milioni di parole chiave consultabili.

Queste sono solo alcune delle soluzioni proposte, potete vederle tutte categorizzate per tipologia direttamente nella loro sezione Reserach Demos.
Interessante in questa raccolta l’abstract dei tools “Emergin Media” in cui vengono fatti convergere molti elementi tra i quali Windows Live, Blogs e Video Game come canali per potenziali operazioni di advertising:

Many new online advertising channels—Microsoft Windows Live, Office Live, Xbox Live®, Messenger, Windows Mobile®, blogs, and large display, to name a few—are emerging as promising markets for which Microsoft adCenter is incubating core technologies.

Il livello di analisi proposto da queste Demo è certamente interessante, segmentazioni per sesso ed età, tracciamento dei comportamenti utente durante le ricerche, strumenti comparativi e strumenti per la classificazione delle parole chiave, sono oro colato per il marketing online.

Microsoft non da alcuna data di rilascio al momento, si tratta di un’insieme di progetti in fase di definizione. I tools per altro sono al momento esclusivamente orientati ad MSN. Al di la dell’utilizzo che ne farà Microsoft ed il contesto in cui li utilizzerà, sono comunque spunti interessanti per capire cosa si puo’ fare e cosa sarà possibile fare su web in termini di profilazione dei target.

Il sito viene aggiornato costantemente con nuove demo e miglioramenti delle stesse. Certamente da tenere sott’occhio.

SEO Copywriting

Domenica, 7 Gennaio 2007

Traffic

Generare traffico, questa la parola d’ordine sul web da sempre. Ma cosa significa generare traffico? Che tipo di target stiamo attirando sul nostro sito? Siamo sicuri che il traffico che generiamo attraverso mirabolanti incroci di parole chiave, software statistici e tecniche più o meno “pulite” di cross-linking attragga poi realmente sul nostro sito il target che ci interessa e che, cosa più importante, è interessato a noi?

L’unico vero obiettivo a cui dobbiamo tendere quando generiamo traffico non è il numero di visite in se, ma le revenue. Quante di queste visite hanno generato un ritorno? Che questo sia un commento sul blog, un nuovo utente che ci ha inserito nel suo newsreader o l’aumento di vendite del nostro prodotto la cosa non cambia. Non ci interessa il traffico, ci interessa “vendere” o “divulgare” il più possibile il nostro prodotto. Quello è il vero ritorno da misurare.

A dirla in questo modo la cosa appare alquanto banale e scontata, eppure, chi come me lavora in questo media e conosce da dentro i clienti sa che spesso questi ultimi vengono aggrediti quotidianamente da mirabolanti “stregoni” del web che sono pronti a far schizzare i loro siti nei primi posti su google o generare enormi quantità di traffico. Peccato che… non ho mai visto nessuno fino ad ora fare un semplice quanto fondamentale esercizio. Una volta generato tutto questo traffico… quanti ritorni reali ho ottenuto?

Per andare al sodo, il nostro obiettivo non è quello di generare un alto traffico sul sito ma invece saper attrarre quel segmento di utenza che è potenzialmente interessato ai caratteri distintivi del nostro prodotto e che quindi con tutta probabilità troverà in quest’ultimo una risposta alle sue esigenze specifiche. Più saremo capaci di fare questo, maggiore sarà il ritorno “reale” e non “virtuale” che riusciremo ad ottenere.

Dobbiamo infatti saper attrarre il nostro target di riferimento, fornendo risposte (contenuti) alle loro domande (ricerche sul web). Portare sul sito un numero alto di utenti che non corrispondono al nostro target e che quindi non saranno con tutta probabilità interessati al nostro prodotto non ha alcun senso in termini di efficacia e ritorno. Questo è uno degli elementi fondamentali della costruzione di una strategia su internet (ma non solo si intende). Il mero numero di utenti che visitano il nostro sito non è un elemento che di per se misura il livello di successo. Inserendo parole generiche e poco mirate o utilizzando tecniche “sporche” per ingannare i motori di ricerca, si rischia infatti di attrarre un target non interessato, che per altro nella maggior parte dei casi rimarrà deluso. A fronte di tutto questo avremo probabilmente perso quel segmento di utenza che ha invece cercato un argomento più specifico, che non ha trovato risposta sul nostro sito (pur avendola nel nostro prodotto) e che troverà una risposta al suo interesse con tutta probabilità su siti che hanno saputo sintetizzare parole chiave in maniera più efficace e rispondenti alle pecurialità del proprio prodotto.

Qui va fatto una precisazione importante, quando parlo di parole chiave non intendo quella serie di keywords inserite nei meta del codice HTML. I motori di ricerca attuali, al fine di garantire ai loro utilizzatori dei ritorni realmente utili e per difendersi dalle tecniche “sporche” di indicizzazione, sono ormai focalizzati interamente sul testo. E’ il contenuto che viene indicizzato e da cui vengono estratte le suddette chiavi.

Di solito un buon metodo di partenza è quello di identificare i punti di forza e distinzione del brand/prodotto che si vuole lanciare sul web ed estrapolare da questi ultimi le parole chiave. Come in una qualsiasi operazione di comunicazione sono infatti questi gli elementi distintivi che renderanno riconoscibile e identificabile il nostro Brand. Più questi elementi sono distintivi e ovviamente di interesse per il nostro potenziale target maggiore sarà l’efficacia della nostra operazione nel saperli comunicare correttamente.

In questo modo, non solo si aumenta la probabilità che una ricerca eseguita da un utente termini esattamente con la risposta che stava cercando (caratteristiche proprie del prodotto) ma inoltre ci si posiziona in un ambito più specifico e verticale e quindi meno affollato, con maggiore probabilità di posizionamento (ranking) nelle prime pagine dei risultati e relativo ritorno.

Se ci pensate questo non è altro che un parallelo di cio’ che si fa normalmente nella costruzione di un brand di prodotto. Si analizzano i valori distintivi rispetto alla concorrenza e su questi si costruisce una strategia di comunicazione.

Va considerato in questo senso che l’utente non eseguirà ricerche con parole generiche se pur diffuse ma più probabilmente indicherà un qualche tipo di preferenza al fine di raggiungere nel più breve tempo possibile l’informazione che cercava. Affinando la qualità delle parole chiave contenute nel nostro sito non solo rendiamo quest’ultimo più facilmente raggiungibile da segmenti di nostro interesse ma risponderemo ad una sua esigenza specifica, distinguendoci parallelamente dai nostri competitor. Ci guadagnamo noi, l’utente e indirettamente i motori di ricerca.

Per quanto a parole questo processo puo’ apparire scontato e di facile risoluzione la pratica è ben altra cosa. Per valutare l’efficacia delle nostre scelte e fare i dovuti quanto congeniti aggiustamenti si rende necessaria un’analisi approfondita e continua.

L’analisi e la modifica non si esaurisce quindi con il primo rilascio del sito ma è un processo iterato nel tempo che prevede continui aggiustamenti. Un segmento scoperto per un certo periodo in cui ci siamo posizionati e che contemporaneamente ha dato dei ritorni, potrebbe saturarsi velocemente, rendendo necessaria una nuova verifica e ulteriori interventi.

Col tempo, raccogliendo dati ed analizzando l’efficacia delle parole chiave proposte, saremo in grado di capire come queste avranno creato traffico mirato e quali invece avranno attratto un’utenza non interessata.

Nel States, la figura del SEO Copywriter è ormai un fatto e non a caso una delle più pagate in assoluto. Mentre un software di analisi puo’ darci i giusti indizi per capire quali parole o frasi sono maggiormente ricercate dal nostro target potenziale e quali di queste ricevono minore risposta, la stesura di queste ultime in una forma intellegibile e sensata sia per l’uomo (utente) che per una macchina (Search Engine) è ben altra cosa.


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